ANAC — canale di segnalazione esterna #
L’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) gestisce il canale di segnalazione esterna previsto dal D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24. Riceve le segnalazioni, svolge l’istruttoria, dà riscontro alla persona segnalante e irroga le sanzioni amministrative pecuniarie del decreto.
Questa pagina è un riferimento sull’Autorità: quando è possibile rivolgersi a essa, come si segnala, quali termini si applicano, che cosa accade dopo e che cosa l’ANAC può sanzionare. Per l’obbligo di canale interno, le soglie e l’ambito soggettivo si veda la normativa sul whistleblowing in Italia .
Che cos’è l’ANAC ai fini del decreto #
| Autorità | Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) |
| Fonte | D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24, artt. 6-9 e 21 |
| Ruolo | Titolare del canale di segnalazione esterna (art. 7, comma 1) |
| Efficacia del decreto | 15 luglio 2023; per i soggetti privati fino a 249 lavoratori l’obbligo di canale interno decorre dal 17 dicembre 2023 (art. 24, commi 1 e 2) |
| Potere sanzionatorio | Sanzioni amministrative pecuniarie da 500 a 50.000 euro (art. 21) |
Quando si può effettuare una segnalazione esterna #
Questo è il punto che distingue l’Italia dalla maggior parte degli altri Stati membri, ed è anche quello più spesso riportato in modo scorretto.
La segnalazione esterna non è una libera alternativa a quella interna. L’art. 6, comma 1, la consente solo se, al momento della sua presentazione, ricorre una delle seguenti condizioni:
- a) nel contesto lavorativo della persona segnalante non è prevista l’attivazione obbligatoria del canale interno, oppure questo, anche se obbligatorio, non è attivo o, anche se attivato, non è conforme all’art. 4;
- b) la persona segnalante ha già effettuato una segnalazione interna ai sensi dell’art. 4 e la stessa non ha avuto seguito;
- c) la persona segnalante ha fondati motivi di ritenere che a una segnalazione interna non sarebbe dato efficace seguito, ovvero che essa possa determinare il rischio di ritorsione;
- d) la persona segnalante ha fondato motivo di ritenere che la violazione possa costituire un pericolo imminente o palese per il pubblico interesse.
In Spagna e in Germania la scelta tra canale interno ed esterno è libera. In Italia no: chi si rivolge all’ANAC senza che ricorra una delle quattro condizioni si colloca fuori dal perimetro dell’art. 6.
Il canale esterno #
L’ANAC attiva un canale di segnalazione esterna che garantisce, anche tramite il ricorso a strumenti di crittografia, la riservatezza dell’identità della persona segnalante, della persona coinvolta e della persona menzionata nella segnalazione, nonché del contenuto della segnalazione e della relativa documentazione (art. 7, comma 1).
La stessa riservatezza è garantita anche quando la segnalazione arriva per canali diversi o perviene a personale non addetto al trattamento delle segnalazioni, al quale deve comunque essere trasmessa senza ritardo.
Le segnalazioni esterne si effettuano (art. 7, comma 2):
- in forma scritta tramite la piattaforma informatica;
- in forma orale attraverso linee telefoniche o sistemi di messaggistica vocale;
- mediante incontro diretto, su richiesta della persona segnalante, fissato entro un termine ragionevole.
La piattaforma dell’Autorità è raggiungibile su whistleblowing.anticorruzione.it .
Una segnalazione esterna presentata a un soggetto diverso dall’ANAC è trasmessa all’ANAC entro sette giorni dal ricevimento, dandone contestuale notizia alla persona segnalante (art. 7, comma 3).
Segnalazioni anonime #
Il decreto non impone che il canale consenta la presentazione anonima. La regola operativa è l’art. 16, comma 4: le tutele si applicano anche alle segnalazioni, denunce o divulgazioni pubbliche anonime se la persona segnalante è stata successivamente identificata e ha subito ritorsioni.
La protezione, in altre parole, non dipende dall’aver dichiarato la propria identità al momento della segnalazione, ma si attiva quando l’identità emerge e la ritorsione si verifica.
Termini #
I termini del canale esterno e di quello interno non coincidono.
| Canale esterno — ANAC | Canale interno dell’ente | |
|---|---|---|
| Avviso di ricevimento | Sette giorni dal ricevimento, salvo richiesta contraria della persona segnalante o salvo che l’avviso pregiudichi la riservatezza della sua identità (art. 8, comma 1, lett. b) | Sette giorni dalla data di ricezione (art. 5, comma 1, lett. a) |
| Riscontro | Tre mesi, oppure sei mesi se ricorrono giustificate e motivate ragioni, dalla data dell’avviso di ricevimento o, in mancanza, dalla scadenza dei sette giorni (art. 8, comma 1, lett. f) | Tre mesi dalla data dell’avviso di ricevimento o, in mancanza, dalla scadenza dei sette giorni (art. 5, comma 1, lett. d) |
La proroga a sei mesi è prevista solo per il canale esterno; il termine interno non è prorogabile. È la stessa impostazione tedesca e l’opposto di quella spagnola, dove è il termine interno a potersi estendere e quello esterno a essere rigido.
Che cosa fa l’ANAC dopo la segnalazione #
L’Autorità designa personale specificamente formato e svolge le attività elencate all’art. 8, comma 1:
- Informare chiunque sia interessato sull’uso del canale esterno e di quello interno e sulle misure di protezione del capo III.
- Dare avviso di ricevimento entro sette giorni.
- Mantenere le interlocuzioni con la persona segnalante e chiedere, se necessario, integrazioni.
- Dare diligente seguito alle segnalazioni ricevute.
- Svolgere l’istruttoria, anche mediante audizioni e acquisizione di documenti.
- Dare riscontro nei termini sopra indicati.
- Comunicare l’esito finale, che può consistere nell’archiviazione, nella trasmissione alle autorità competenti, in una raccomandazione o in una sanzione amministrativa.
Limiti dell’intervento #
- Incompetenza. Le segnalazioni che non rientrano nella competenza dell’ANAC sono inviate all’autorità amministrativa o giudiziaria competente, incluse istituzioni e organi dell’Unione europea, con contestuale avviso alla persona segnalante. L’autorità che le riceve svolge le attività di cui alle lettere c), d), e), f) e g) e garantisce la stessa riservatezza (art. 8, comma 2).
- Priorità. In caso di significativo afflusso, l’ANAC può trattare in via prioritaria le segnalazioni su violazioni che comportano una grave lesione dell’interesse pubblico o la lesione di principi di rango costituzionale o di diritto dell’Unione (art. 8, comma 4).
- Violazioni di lieve entità. L’ANAC può non dare seguito alle segnalazioni che riportano violazioni di lieve entità e procedere alla loro archiviazione (art. 8, comma 5).
L’ANAC trasmette inoltre annualmente alla Commissione europea il numero di segnalazioni esterne ricevute, il numero e i tipi di procedimenti avviati con il relativo esito e, se accertati, i danni finanziari e gli importi recuperati (art. 8, comma 3).
Sanzioni #
A differenza di diverse autorità omologhe, l’ANAC irroga direttamente sanzioni amministrative pecuniarie (art. 21, comma 1):
| Importo | Fattispecie accertata |
|---|---|
| da 10.000 a 50.000 € | Ritorsioni; segnalazione ostacolata o tentativo di ostacolarla; violazione dell’obbligo di riservatezza di cui all’art. 12 (lett. a) |
| da 10.000 a 50.000 € | Mancata istituzione dei canali di segnalazione; mancata adozione delle procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni, o adozione di procedure non conformi agli artt. 4 e 5; mancato svolgimento dell’attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute (lett. b) |
| da 500 a 2.500 € | Caso di cui all’art. 16, comma 3, salvo che la persona segnalante sia stata condannata, anche in primo grado, per diffamazione o calunnia (lett. c) |
Due aspetti meritano attenzione. Primo, la lett. b) non sanziona soltanto l’assenza del canale: sanziona allo stesso modo procedure non conformi e la mancata verifica e analisi delle segnalazioni ricevute — avere un canale che nessuno istruisce rientra nella stessa fascia. Secondo, le sanzioni sono applicate al responsabile, e i soggetti privati di cui all’art. 2, comma 1, lett. q), n. 3) devono prevedere sanzioni nel sistema disciplinare adottato ai sensi dell’art. 6, comma 2, lett. e), del D.Lgs. 231/2001 (art. 21, comma 2).
Protezione dalle ritorsioni #
Le tutele operano quando la persona segnalante ha effettuato una segnalazione interna, esterna o una divulgazione pubblica nei termini del decreto. Le ritorsioni sono vietate (art. 17) e le rinunce e transazioni integrali o parziali aventi per oggetto i diritti e le tutele previsti dal decreto non sono valide, salvo che siano effettuate nelle forme dell’art. 2113, quarto comma, del codice civile (art. 22).
Le tutele non sono garantite, e alla persona segnalante è irrogata una sanzione disciplinare, nei casi di dolo o colpa grave accertati nei termini dell’art. 16, comma 3.
Contatti dell’Autorità #
| Piattaforma per le segnalazioni | whistleblowing.anticorruzione.it |
| Sede | Palazzo Sciarra, Via Minghetti 10, 00187 Roma |
| Sito istituzionale | anticorruzione.it |
L’art. 9 impone all’ANAC di pubblicare in una sezione dedicata, facilmente identificabile e accessibile, le misure di protezione, i propri contatti (indicando se le conversazioni telefoniche sono registrate), le istruzioni sull’uso dei canali, il regime di riservatezza, i termini di riscontro e i tipi di seguito che può dare, nonché l’elenco degli enti del Terzo settore convenzionati.
Fonti ufficiali #
- D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24 — Gazzetta Ufficiale n. 63 del 15 marzo 2023
- ANAC — whistleblowing
- ANAC — piattaforma di segnalazione esterna
- Direttiva (UE) 2019/1937 — EUR-Lex
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